giovedì 9 gennaio 2014

LA BANDA ADANI E CAPRARI


La banda Adani e Caprari sorse nella zona di Carpi con l’entrata in guerra dell’Italia del 1915-18. La banda era costituita da giovani renitenti alla leva che si erano dati alla latitanza. Io avevo due anni, all’inizio della guerra. Dicono che la memoria dei bambini incomincia intorno ai sei anni. Io però ho l’impressione che alcuni ricordi mi siano rimasti impressi fin dalla più tenera età.
  Nel 1915 quando l’Italia è entrata in guerra  con la Triplice Alleanza il nostro paese era retto dalla monarchia con Vittorio Emanuele III, un re incapace, come ebbe modo di dimostrare durante la dittatura fascista e poi durante la guerra, che procurò milioni di morti  in tutta Europa.
  Nella guerra 1940-45 i partigiani in Italia hanno dato un grande contributo di sangue, combattendo per la liberazione del paese dalla dittatura fascista e dall’occupazione tedesca. Anche la banda Adani e Caprari, a suo modo si era costituita come opposizione ad una guerra non voluta dal popolo italiano e per la quale il nostro esercito era impreparato, come fu tragicamente dimostrato in seguito dalla disfatta di Caporetto. Adani e Caprari credo fossero nativi di Limidi di Soliera. Chiamati alle armi si diedero alla latitanza e, in poco tempo costituirono una banda di un centinaio di uomini. Di giorno stavano nascosti ed uscivano di notte rubacchiando qua e là nelle campagne, in qualche misura usufruendo anche della solidarietà di parte dei contadini, che magari avevano qualche figlio nella banda o che comunque esprimevano in questo modo la loro condanna per questa guerra.
   Un furto abbastanza rilevante nei momenti di allora lo fecero nel Caseificio Cooperativa di Migliarina, ove era casaro mio padre. Segarono una inferriata del magazzino e riuscirono a rubare 16 forme di formaggio. Me lo ricordo perché mio padre raccontava spesso questo episodio insieme ad un grave fatto di sangue avvenuto a  Limidi di Soliera. Si diceva che un contadino, stanco di essere continuamente taglieggiato, si era barricato nella stalla, pronto a difendersi. I banditi, consapevoli del pericolo che correvano, presero in ostaggio suo figlio e gli fecero aprire la porta della stalla. Il contadino quando vide aprirsi la porta si avventò col forcone sugli assalitori, colpendo a morte il proprio figlio. Questo comunque è l’unico fatto di sangue, che io abbia sentito raccontare, di cui si sia macchiata la banda Adani e Caprari.
   La banda, che si era ingrossata in particolare verso la fine delle guerra, operava indisturbata perchè tutte le forze armate, compresi i carabinieri erano impegnati al fronte. Solo dopo la fine della guerra le forze dell’ordine riuscirono a sgominare la banda. In parte questa si sciolse per effetto di un condono che permise a molti giovani di ritornare alla vita normale, e poi gli ultimi rimasti furono sgominati dalle forze dell’ordine. Adani venne colpito a morte durante un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine, mentre Caprari, credo sia morto in prigione.
   Ho voluto raccontare la storia di questa banda, che si era costituita quasi un secolo fa nelle nostre campagne, perchè è giusto che tutti ricordino e che in particolare lo ricordino quelli che si sentono i potenti della terra, che le guerre provocano lutti, tragedie e ferite sociali difficilmente rimarginabili.
Facciamo in modo che in nessuna parte del mondo, in nessun angolo della terra sia più necessario costituire una banda per rifiutare una guerra. Dicono che l’uomo sia la bestia più feroce che abbia mai popolato la terra. Forse sarà perchè io sono una bestia docile, che ha speso tutta la sua vita per il bene della famiglia e della società di cui facciamo parte. Sarà per questo che io ho ancora fiducia  che finisca per prevalere la saggezza degli uomini contro le guerre, contro la violenza e la sopraffazione per il bene delle giovani generazioni e che la vita diventi un evento felice, degno di essere vissuto con gioia e serenità.
Leone Sacchi

Bologna 14/03/2007    

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